Vocal Holistic Coach
SAPERE E COMPRENDERE

“Un maestro voleva inviare un monaco del proprio tempio ad aprire un nuovo monastero e non sapeva chi scegliere. C’era un monaco anziano che tutti stimavano e che ritenevano sarebbe stato il prescelto. Ma il maestro non volle fare favoritismi e decise che avrebbe affidato l’incarico a quel monaco che avesse risposto con più acume a una sua domanda. Quindi radunò tutti i monaci nella sua stanza e al centro pose un secchio pieno d’acqua. Poi chiese: « Chi sa dirmi cos’è quella cosa senza nominarla? » Nessuno parlava, perché tutti attendevano cosa avrebbe detto il monaco anziano. Allora quello disse: « Nessuno può affermare che siano i tuoi calzari! ». Pensava di essere stato arguto a sufficienza per rispondere al quesito del maestro. Ma in quel mentre si alzò il monaco sguattero delle cucine e colpì con violenza il secchio, facendo rovesciare l’acqua nella stanza. Fu lui il prescelto.“

Questo racconto zen mette in luce la differenza sostanziale tra sapere e comprendere. Andiamo allora a confrontare l’origine e il significato etimologico di queste due parole.
Sapere, deriva dal latino sapere, aver sapore, capire. Il significato rimanda al conoscere, all’avere cognizione di qualche cosa; possedere nozioni, per averle apprese con lo studio, con l’applicazione intellettuale, oppure per averle ricevute dall’insegnamento o dalla tradizione. Essere a conoscenza di determinati fatti o avvenimenti, per esserne stato informato, per averne avuta comunicazione, per visione diretta. Sapere indica pertanto una conoscenza sul livello mentale, aver collezionato una serie di informazioni che sono presenti nella nostra mappa cognitiva. Rappresenta un processo oggettivo di raccolta dati dall’esterno all’interno, che vengono registrati e arricchiscono la nostra conoscenza. È ciò che accade durante un qualsiasi percorso di studio, basti pensare alle prime esperienze sui banchi di scuola. Una schiera di bambini seduti, pronti a ripetere l’alfabeto come un’eco della voce dell’insegnante. A come aereo… il bambino sa cos’è un aereo, lo sa disegnare, sa che può volare e trasportare persone da una parte all’altra del mondo. Gliel’hanno spiegato e raccontato.

Comprendere, deriva a sua volta dal latino con + prendere. Il significato è contenere in sé, abbracciare, racchiudere. In termini più ampi indica la capacità di accogliere spiritualmente in sé, afferrare il senso di qualche cosa, stabilire una relazione tra più idee o fatti. Il comprendere implica allora un’elaborazione delle informazioni, l’attivazione di un processo soggettivo che porta alla formazione di una propria immagine interiore. Per ottenere la comprensione è pertanto fondamentale far esperienza concreta di un fatto e potervi associare un vissuto, un sentire emozionale. Tornando al nostro esempio, il bambino comprenderà il significato della parola aereo solamente quando potrà vederne uno per la prima volta e rimanere letteralmente a bocca aperta di fronte alle sue dimensioni, osservare le reazioni provocate dai rumori, dai colori, dalle forme intorno a sé. Associare al concetto di aereo il vuoto che prova nella pancia al momento del decollo, le emozioni suscitate dal vedere le nuvole a un palmo dal suo naso.

Molte volte nel corso della vita mi è capitato di sperimentare la differenza tra sapere e comprendere. Frasi e spiegazioni che risuonano nelle orecchie, circolano nella testa. Ma è come se sfuggissero. Come i granelli di sabbia che scorrono tra le dita, inarrestabili. Ecco, la comprensione arriva proprio alla fine. Quando la sabbia è ormai caduta e ti ritrovi ad osservare la mano ferma e vuota, ma senti ancora la carezza dei granelli sulla pelle.
Sapere ha a che fare con la mente, per comprendere bisogna metterci il cuore.



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