Vocal Holistic Coaching
ASCOLTA LA TUA MUSICA

La musica.

Non potrei pensare di farne a meno. Un’amica, un rifugio, un sollievo. È, da sempre, uno strumento per sentire, per sentirmi nel profondo. Un modo per mettere a tacere il rumore esterno e raggiungere quel posto dentro, dove non ci sono parole ma solo onde. La musica diventa allora un ritmo di vita, una danza emozionale. La voglia, viscerale e irresistibile, di ascoltare un pezzo, proprio quella canzone che so mi permetterà di risuonare con la mia “musica interiore”, di amplificare, attraversare e immergermi nell’emozione del momento. Ascoltarla, e ascoltarla ancora. Perché è un viaggio dell’anima, permette di raggiungere posti in cui gli occhi si riempiono, le labbra si dischiudono di stupore, il cuore batte più sincero, il respiro rimane sospeso per un istante infinito. Il corpo partecipa, non è uno spettatore inerme. Nel petto una sensazione di calore si espande e la mente inizia ad alleggerirsi.

In certi momenti diventa raccoglimento, un modo per raggomitolarsi su se stessi e proteggersi come sotto una calda coperta; il posto dove rifugiarsi, stare in ascolto e ricaricarsi. A volte anche difendersi, quando il mondo là fuori diventa troppo faticoso. Ci sono momenti, invece, in cui l’esplosione pervade il corpo, che non può fare a meno di muoversi con un ritmo che parla di… vita. Voglia di ballare, di saltare, di correre. Magari seduti su un treno, fermi mentre il paesaggio scorre davanti ai nostri occhi. Ma l’anima sta danzando, libera di esprimersi in una dimensione in cui tutto è possibile.

La musica è anche condivisione. Penso a tutte le volte in cui in radio, guidando con un amico accanto, improvvisamente arriva il pezzo che ci piace. Ed è la cosa più bella del mondo. Si inizia a cantare a squarciagola ridendo di pura felicità. O quell’istante magico in cui, durante un concerto, migliaia di persone si trovano a cantare insieme all’artista che sa parlare al loro cuore. Si sprigiona una potenza incredibile, un’unica voce si solleva, fatta di infinite voci. E per ognuno, in quel momento, scorrono le proprie immagini personali, i ricordi e le nostalgie, creando quel magma emozionale condiviso, tanto coinvolgente da togliere il fiato.

Nell’ascolto della musica, tutto è lecito. Tutto ciò che si prova, che accade, è giusto così com’è. C’è lo spazio per essere, e avviene un’incredibile espansione al di fuori del tempo e dello spazio. È un modo per stare, liberi da strutture e da giudizi. Inevitabilmente, le note di uno dei miei pezzi preferiti si fanno spazio tra i pensieri. Ecco allora le parole della canzone Strange, tratta dall’album Death Valley dell’artista LP. Un inno al diritto di ognuno di essere stranamente e unicamente sé stesso. Andate ad ascoltare il pezzo mentre leggete!

Strano

“Hey! Chiunque può ricevere amore, chiunque può fare sesso – sai di essere a casa quando trovi quelli che restano, abbastanza coraggiosi da non voler domare, ti lasciano bruciare tra le fiamme. Attizzano i carboni e ti guardano sollevarti. Chiunque può essere pagato, chiunque può essere salvato – ogni giorno cammino ancora in mezzo alla giungla. L’unica cosa che riesco a vedere, l’unica garanzia reale, ogni volta che incrocio un sorriso d’intesa. Sono quelli che ti fanno credere nell’universo, quando ti sei perso, sei solo e tutto sta andando peggio, loro sono quelli che sai che saranno con te. Siamo tutti strani, e questo non cambierà mai e poi mai. Siamo tutti strani, e questo non cambia proprio mai.”


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