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Teatroterapia & Astrologia
TUTTI DOVREMMO INTERPRETARE
IL RUOLO DELL’EROE

Alla base di tutte le storie e le narrazioni ci sono i racconti che hanno come protagonista l’Eroe, nei quali possiamo trovare un modello fondamentale per imparare a sentirci pienamente vivi e più efficienti nel mondo, e per riscoprire il senso e il valore più profondo della vita.
Sono racconti che ci mettono in contatto con le aspirazioni, le passioni e la sofferenza di chi ci ha preceduto nel tempo della storia e del mito, che servono a farci scoprire la molteplicità dei sentieri eroici di cui possiamo disporre, che ci fanno comprendere la possibilità di esperire un mondo dove c’è spazio a sufficienza per tutti, dove tutti possono diventare eroi, ognuno con una modalità unica e irripetibile.

Il mito dell’Eroe è ancora molto importante nel mondo contemporaneo proprio perché ha la funzione di ricongiungerci, in uno spazio senza tempo e senza confini, agli uomini di tutti i tempi e di tutti i luoghi.
È il mito che rappresenta non solo il salto temerario dell’umanità oltre il limite del noto per confrontarsi con l’ignoto, ma anche la sua capacità di credere con fede assoluta di poter trovare, quando sarà il momento, tutto ciò che gli occorre per far fronte al Drago, scoprire il Tesoro e ritornare nel suo Regno completamente trasformato.

Nel mito classico, la salute del Regno era sempre un riflesso dello stato di salute del Re o della Regina, ed accadeva così che, quando questi erano malati o feriti, il regno diventasse povero e arido e si trasformasse in un deserto.
Occorreva allora che un Eroe intraprendesse la ricerca di un rimedio per salvare la situazione, che trovasse l’oggetto sacro più adatto e che tornasse per guarire o per reinsediare al suo posto il Re.
A ben vedere, oltre ogni apparenza, anche il nostro mondo contemporaneo riflette molti dei sintomi classici del Regno devastato e sofferente, stato che riflette quello dell’anima collettiva, oltre che quello dei nostri governanti.

Spetta a noi tutti dunque, proprio come agli eroi antichi, collaborare alla sua salvezza, col nostro viaggio eroico che può riportare la vita, la salute e la fecondità al Regno, col contributo del nostro insostituibile dono.
Se immaginiamo il mondo come un puzzle gigante, possiamo visualizzare come ciascuno di noi possa collaborare alla sua continua costruzione e ricostruzione, inserendo uno dei pezzi mancanti ritrovati come premio nel proprio viaggio di ricerca.
Come tutti sappiamo, gli Eroi uccidono i Draghi, salvano le Fanciulle (o altre vittime) in pericolo, e trovano Tesori. Alla fine del viaggio è previsto un lieto fine, sovente rappresentato da un matrimonio, che diventa simbolo di una “nuova verità rinnovatrice” che l’Eroe riporta nel suo mondo, rinnovando non solo la sua vita ma anche quella del Regno e di tutti coloro che gli vivono accanto.

Questo modello mitico è valido anche per il nostro Viaggio personale, nel quale il lieto fine indica l’ingresso in una nuova fase della vita, fase che ci proporrà un nuovo tipo di viaggio, secondo uno schema che non è lineare, né circolare, ma è spiraliforme.

Ogni viaggio è un viaggio a sé e ogni ricerca apre un sentiero nuovo.
Noi non cessiamo mai di viaggiare: ogni volta che viviamo degli eventi particolari, questi diventano delle tappe significative del nostro viaggio, proprio quando ciò che ci accade è il risultato della nuova realtà che abbiamo incontrato.
E ogni volta che ci rimettiamo in viaggio, lo facciamo a un nuovo livello di conoscenza, torniamo con un nuovo tesoro e con rinnovate capacità trasformative che arricchiscono, allo stesso tempo, la nostra vita e quella di tutta la nostra comunità di appartenenza.

di Lauretta Dal Cin


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