Teatroterapia & Astrologia
RESPIRARE È VIVERE!

Respirare è la prima azione che impariamo alla nascita ed è forse anche la prima che diamo per scontata. I bambini respirano in modo corretto istintivamente, come gli animali, ma durante la crescita qualcosa cambia.
Se osserviamo un bambino o un animale possiamo notare che la loro respirazione naturale è rilassata, ossia prevalentemente addominale: avviene grazie alla contrazione e all’abbassamento del diaframma e alla contrazione dei muscoli intercostali, che permettono alle costole inferiori di dilatarsi, offrendo il massimo spazio, col minore sforzo possibile.
Il respiro dell’adulto, invece, è frutto di apprendimento, più o meno consapevole, condizionato sia dall’educazione ricevuta, sia dai conflitti emotivi che ha sperimentato.
È come se la crescita ci portasse a dimenticare i principi fondamentali, come se, per tanti diversi motivi, non fossimo più in grado di accedere agli schemi di comportamento dell’infanzia che, con la loro semplicità, appartengono ancora al mondo istintivo.
I conflitti emotivi condizionano e modificano in larga parte il ritmo respiratorio, soprattutto quando sono intensi e prolungati nel tempo, inoltre tendono a farci assumere atteggiamenti posturali e respiratori innaturali.
Le persone ansiose, per esempio, tendono a respirare con la parte superiore del torace, a livello delle clavicole, in modo rapido e superficiale; le persone depresse hanno poca espansione toracica e il respiro pesante, come conseguenza del sentirsi oppresse, aggrovigliate in se stesse ed incapaci di protendersi alla vita.
Ciascuno di noi ha il proprio modo di respirare, risultato e sintesi dello stato psico-fisico che sta attraversando.
Ma abbiamo sempre una esatta percezione della qualità del nostro respiro?
Proviamo a rispondere con un semplice esercizio, immaginando di essere in una condizione di quiete, in cui sia possibile isolarci per qualche istante dall’ambiente esterno: proviamo a chiudere gli occhi e ad ascoltare il nostro respiro.
Se dovessimo descriverlo, quali aggettivi sarebbero più indicati?
Se hai trovato almeno tre aggettivi che possano descrivere il tuo modo di respirare, hai sicuramente riconosciuto qualche aspetto della tua vita, perché la descrizione della nostra respirazione rappresenta la modalità con la quale ci approcciamo alla vita e agli altri, ed è anche il modo in cui di solito interagiamo col mondo.
Provando a svolgere questo esercizio in diversi momenti della giornata e in situazioni diverse, potremmo scoprire informazioni molto interessanti sul nostro modo di relazionarci col mondo esterno.
Possiamo dunque ipotizzare che proprio a partire dal lavoro sul respiro sia possibile innescare una trasformazione positiva: che sia possibile innanzitutto aumentare la capacità di ascolto del proprio corpo, ottenere immediatamente uno stato di maggior benessere e, nel tempo, migliorare la propria salute dal punto di vista fisico, emotivo e mentale.
Con la Teatroterapia puoi scoprire il collegamento tra voce e respiro, sperimentando come il suono della tua voce sia condizionato dal tuo atteggiamento, dalle tue paure, dalle maschere che indossi, e come queste siano in grado di modificare la tua respirazione, amplificandola o limitandola.


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