Teatroterapia & Astrologia
LA CAPACITÀ DI ASCOLTARE

“Il più grande dono che possa pensare di ricevere da un essere umano
è di essere vista, ascoltata, compresa e toccata da lui.
Il più grande dono che possa fare è vedere, ascoltare, comprendere
e toccare un’altra persona. Quando ciò avviene sento che il contatto è stato stabilito.”
(Virginia Satir)

Sono rare le persone in grado di mettersi in ascolto.
Per chi ascolta veramente, le parole diventano dense di significati, aiutano a vedere l’altro come il depositario di un destino comune che ci rende fratelli, servono per colmare la distanza emotiva che spesso separa gli esseri umani e ad evitare che l’altro si senta un viaggiatore solitario disperso nel mondo.
Questo tipo di ascolto va al di là delle parole, perché include un’attenzione molto profonda e raffinata, che rivela un’evidente capacità di empatia ed un desiderio sincero di ampliare la conoscenza delle persone con le quali ci troviamo ad interagire nella vita.
Molto spesso, invece, nei nostri dialoghi con gli altri, ci succede di non trovare ascolto, o perché non siamo disposti a darlo, oppure perché siamo troppo impegnati a sentire l’eco delle nostre parole e il riverbero delle nostre percezioni.

Il più delle volte, non solo siamo totalmente concentrati sull’ascolto di noi stessi, e quindi non siamo in grado di recepire i messaggi dell’altro, ma interpretiamo i loro discorsi e i loro comportamenti secondo le nostre esigenze e i nostri propositi, che sono condizionati dal costante bisogno di trovare conferme e di ricevere apprezzamenti.
Quando ci ostiniamo a restare concentrati solo sulle nostre convinzioni, pretese e aspettative, le parole degli altri rischiano di essere accolte come un fluire di suoni che non ha alcun potere di scalfirci o di penetrarci.
É una sorta di rumore di fondo che ci rassicura e ci tiene compagnia, trasmettendoci la consolante ed illusoria sensazione di non essere soli, ma in contatto con altri esseri umani ed integrati in un sistema sociale di appartenenza.

Dati questi presupposti, dovremmo concludere che ognuno di noi sia molto più abile nella comunicazione con se stesso, seppure in modo autoreferenziale, che con gli altri, ma in effetti l’attenzione che rivolgiamo a noi stessi potrebbe non essere un’effettiva capacità di ascolto.
Abitualmente tendiamo ad ignorare e a non praticare affatto quel tipo di ascolto più intenso e profondo che ci permette di entrare in contatto con noi stessi e con la nostra sfera più intima e genuina.
Può capitare a tutti di ritrovarsi, in diverse circostanze della vita, incapaci di cogliere i significati reali delle nostre intenzioni e delle nostre azioni, poiché stiamo rifuggendo da un atteggiamento di riflessione e di ascolto dei segnali e delle suggestioni che provengono dalla capacità ricettiva delle nostre esperienze emotive.

L’ascolto degli altri non può dunque prescindere dalla capacità di ascolto di sé e dalla consapevolezza che nasce dopo aver superato le nostre paure ed insicurezze, senza avere timore di scavare nel profondo del nostro animo.
Con la Teatroterapia impariamo a confidare maggiormente in noi stessi, nella ricchezza della nostra vita interiore e nella capacità di esprimere tutte le nostre potenzialità, diventando finalmente in grado di avere accesso al mondo dell’altro e di porci in un atteggiamento di ascolto fruttuoso.


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