IL TIPO VERGINE: IL SIGNORE DELLA SINTESI

Quando il Sole entra nella Costellazione Vergine, per la natura inizia una nuova fase: le messi sono armai falciate, i semi raccolti e le foglie, nate in primavera, cadono bruciate dalla siccità alle prime brezze settembrine.

La terra, dopo aver fatto il massimo sforzo per dare vita a tutte le piante e alle sementi, giace ormai improduttiva e sterile, pronta per iniziare un nuovo ciclo, ricostruendo silenziosamente il proprio humus e preparandosi a ricevere nuovi semi.

Nelle più comuni iconografie il tipo psicologico Vergine è rappresentato da una giovane fanciulla alata, in piedi, in atto di incedere, col piede sinistro appena sollevato. Nella mano destra ha un tralcio vegetale che è sollevato nel senso della crescita, mentre la spiga tenuta nella mano sinistra è piegata verso il basso e suggerisce il taglio delle messi, la ricchezza dei grani e del raccolto.

Il mese Vergine chiude il primo semestre del calendario zodiacale e rimanda quindi al senso più profondo che riguarda la sintesi reale e l’integrazione di tutte le esperienze che derivano dalle cinque fasi evolutive precedenti.

Il passaggio attraverso le esperienze precedenti, porta in dono al tipo Vergine una sorta di innata praticità che funziona da spinta propulsiva a raccogliere i diversi stadi vissuti e le diverse esperienze attraversate per farne un tutto unico e ben funzionante.

Una spinta verso l’auto-sufficienza che è anche indice di un intenso bisogno di preparare un recipiente (il proprio corpo) lavorato, modellato e raffinato per qualche fase successiva, vagamente percepita e attesa, senza sapere realmente ciò che si sta aspettando e preparando.


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