IL TIPO PESCI e IL SUPERAMENTO DELLA DUALITÀ

Mentre nella fase Acquario l’umano e il divino si sono definitivamente riconosciuti come rispecchiamento l’uno dell’altro, nella fase Pesci nasce la possibilità di visualizzare l’esistenza di un ponte che collega queste due parti, rappresentato dal filo che mantiene legati e in equilibrio i due pesci che sono rappresentati nel glifo.
È interessante notare che i due pesci, pur mantenendo il collegamento, nuotano andando in direzione opposte e nonostante ciò possono procedere insieme senza che uno dei due debba invertire la sua direzione di marcia.

Solamente un Io forte e auto-centrato può permettersi di percorre, in entrambe le direzioni, il ponte che collega l’umano al divino, sia per immergersi nella saggia follia dell’inconscio, sia per riportare, nell’ordinarietà materica della vita incarnata, i semi di universalità e di sublime che ha raccolto nel viaggio verso le “altre dimensioni”.
Nella tipologia psicologica Pesci troviamo la rappresentazione ideale della funzione trascendente della psiche, attraverso la quale l’uomo può oltrepassare la sua dimensione egoica, trovando il modo per realizzare una riunione virtuosa tra coscienza e inconscio, e intavolare un autentico dialogo con tutto ciò che è “altro da sé”.

Perché questo processo possa realizzarsi è fondamentale il superamento dell’innata tendenza umana a fare esperienza del mondo in modo polarizzato, poiché lo strabordare incondizionato delle istanze inconsce potrebbe far precipitare la coscienza nel buio della frammentazione psicologica, mentre il rigido predominio della coscienza potrebbe ridurre in schemi troppo limitati e limitanti il contenuto emergente dell’inconscio.
Gli antichi concepivano l’esistenza come un’equazione, in cui gli opposti si fondavano in un’unica equivalenza, mentre la nostra mente occidentale contemporanea interpreta gli opposti molto diversamente, come dialettica di concetti che si escludono a vicenda.
Per il mondo greco, Apollo non era il contrario di Dioniso, ma il suo aspetto complementare e le due divinità, insieme, davano espressione alla loro realtà esistenziale.

Nel mondo contemporaneo, invece, le pulsioni dionisiache sono diventate sinonimo del “diverso” e rappresentano “il mondo del caos”, da dominare attraverso la repressione e la rimozione, mentre la soluzione apollinea, espressione sociale antitetica a quella tribale, organizza la vita come continuo processo di civilizzazione attraverso la sublimazione delle pulsioni primarie finalizzata alla costruzione delle istituzioni urbane e democratiche.
Lo scopo evolutivo dell’archetipo dei Pesci è ,dunque, quello di permettere a chi lo incarni la realizzazione di quella “coniunctio oppositorum” capace di portare la razza umana verso una riduzione sempre più consistente dell’Ombra Collettiva.

La vita di molti tipi Pesci è un’esemplare rappresentazione simbolica di tutto ciò, attraverso un’esistenza votata alla ricerca di una causa a cui potersi dedicare o persino sacrificare, in cerca di un’estasi che permetta loro di abbandonare la propria individualità e di dirigersi verso il completamento del ciclo, per raggiungere finalmente quel senso di illuminazione che solo la ri-conquistata completezza interiore può regalare.


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