solstizio estate

IL SOLSTIZIO D’ESTATE e
LA SUA SIMBOLOGIA PSICOLOGICA

Come ogni anno, 21 giugno vivremo il giorno più lungo dell’anno, quello con più ore di luce di tutto l’arco dei dodici mesi, chiamato solstizio d’estate, che decreta ufficialmente l’inizio della stagione estiva.
La parola solstizio deriva dal latino sol – sole e sistere – fermarsi.

Il solstizio, infatti, è il momento in cui il Sole, visto dalla prospettiva terrestre, raggiunge un punto di inclinazione del suo moto apparente, che è massima, in estate, o minima, in inverno, per poi fermarsi per tre giorni prima di ricominciare il suo giro.
Il momento in cui il giorno più lungo incontra la notte più breve annuncia che per la natura è arrivato il tempo in cui possiamo godere del suo pieno sviluppo, il tempo in cui le piante sono più cariche di clorofilla nelle lunghe giornate di sole, le energie attecchiscono, i semi si ingrossano e prendono forma avvolti e protetti dai frutti, i cuccioli crescono e nei campi si miete il grano maturo.
L’estate è la grande stagione di tutte le fecondazioni e le concezioni, il tempo della formazione dei semi, del grano che matura nei campi, delle foglie cresciute e della vegetazione che ha raggiunto il suo massimo rigoglio, col trionfo delle forze generatrici materne terrestri.
Il Solstizio d’Estate è legato all’antichissimo culto del Sole, quale simbolo divino e proiezione di ogni caratteristica spirituale, diffuso in gran parte dei popoli che hanno determinato la storia dell’umanità.

Fin dalle primissime civiltà umane è stato celebrato come l’inizio di un periodo di fertilità, benessere e ricchezza, ed è rimasto circondato da un velo di magia, mistero e leggenda, a tutt’oggi ancora connotato da una fortissima carica simbolica.
I rituali magici, anticamente destinati a ingraziarsi i favori della Grande Madre Terra, dispensatrice di vita e di fertilità, vengono ancora ricordati attraverso l’accensione di fuochi purificatori che servivano a scacciare le tenebre e a celebrare il trionfo della luce.
Per tradizione si tramanda l’usanza di bruciare erbe vecchie e di ballare intorno ai falò, per allontanare la cattiva sorte, fino all’alba, momento ideale per camminare tra l’erba e sdraiarsi nei prati bevendo la rugiada, utile a scacciare il malocchio e a favorire la fecondità.

Anticamente questi rituali duravano per tre giorni, come a voler accompagnare la sosta del Sole, per questo motivo il Solstizio d’Estate è stato successivamente agganciato alla festa religiosa di San Giovanni Battista, che cade il 24 giugno, sei mesi esatti prima del Natale.
Il rituale popolare collegato ai riti religiosi del “Natale estivo” prevede che si raccolga un mazzetto di erbe portafortuna, detto proprio “il mazzetto di San Giovanni”, che dovrebbe comprendere l’iberico (detto anche scacciadiavoli), l’artemisia (o cintura del diavolo), la ruta, la mentuccia, il prezzemolo, il rosmarino, l’aglio e la lavanda.
Oltre a essere tradizionalmente legato alla fecondità, il Solstizio d’Estate è legato anche alla ricerca dell’anima gemella: esiste infatti una serie di rituali magici da eseguire proprio nella notte tra il 20 e il 21 giugno per propiziarsi l’amore.

Uno di questi è “l’incantesimo campestre” che consiste nel cogliere un quadrifoglio, in cui ogni foglia esprime un diverso significato (amore, rispetto, salute e ricchezza), per poi nasconderlo vicino al cuore. Ovviamente il Solstizio, vista la durata delle ore di luce, è considerato il giorno migliore per la ricerca degli introvabili quadrifogli.
Ogni anno, a Stonehenge, uno dei monumenti preistorici più famosi al mondo, si riunisce una gran folla di persone per assistere al passaggio del raggio del Sole attraverso il trilite, orientato strategicamente, per farlo cadere sull’altare, come simbolo del segnale celeste che scandisce il momento esatto del cambio stagionale.
Pare infatti che questo primitivo osservatorio astronomico servisse anche a prevedere le maree, le eclissi lunari e solari.
Per arricchire ulteriormente la simbologia del Solstizio d’Estate possiamo sottolineare che il 21 giugno inizia il mese Cancro, accompagnato dall’energia lunare e dall’elemento Acqua.

I fuochi che vengono accesi nella notte di San Giovanni sono simboli solari, ma vengono accesi di notte, sotto la protezione della Luna e servono a ricordare che la luce del Sole, dopo il Solstizio, inizierà a brillare sempre di meno tornando gradualmente all’oscurità dell’inverno.
Il Solstizio rappresenta dunque l’incontro non solo delle due metà dell’anno, ma anche dell’Acqua col Fuoco, della notte con il giorno, della luce e dell’oscurità, dello yin e dello Yang, delle energie consce (Sole) con quelle inconsce (Luna).

In una logica di coaching puoi utilizzare il magico potenziale di fusione di questo Solstizio d’Estate per riflettere sulle tue luci e ombre e farti domande come queste:
“Quali barriere ho bisogno di superare per far emergere verso la luce i miei talenti?”
“In quali aspetti sento ancora bloccata la mia luce interiore?”
“In quali attività non riesco a esprimerla come vorrei?”


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