LA CAPACITÀ SCORPIONICA di RI-NASCERE

I giorni si fanno impercettibilmente più corti dopo il 23 ottobre, quando il Sole entra nella Costellazione zodiacale Scorpione e la natura inizia il suo viaggio nella dissoluzione della forma e della sostanza: muoiono foglie e radici, tralci e steli, alle prime piogge fredde che rompono la tensione termica del periodo iniziale dell’autunno.
In questo periodo dell’anno la Natura celebra il colorato rituale della Morte e della Rinuncia, come atto sacrificale di tutto ciò che è vivente, che deve cadere, decomporsi e morire per trasformarsi in qualcosa di nuovo.

Proprio nel mese Scorpione si celebrano queste paradossali nozze fra Vita e Morte: quando tutto ritorna ad essere informe, indefinito, a imitazione di ciò che fanno le foglie, impeccabili geometrie ordinate di un disegno stupendo, che cadono ingiallite nel fango e si fanno poltiglia macerata.
Eppure proprio questa triste poltiglia reca l’essenza di un nuovo humus terrestre che, fecondando le zolle già estenuate dall’aridità estiva, inizia un lungo processo di elaborazione, trasformazione e preparazione della nuova vita.

Nell’astrologia più antica, dall’egiziana all’ebraica, il simbolo del tipo psicologico Scorpione era il serpente, considerato immortale perché capace di un costante auto-rinnovamento. La capacità di mutare ciclicamente la propria pelle, infatti, è una caratteristica che percorre tutta la vita del tipo psicologico Scorpione, tanto da poterla distinguere in diversi e separati capitoli, man mano che passa da un ciclo all’altro, quando ogni nuovo inizio raggiunge il suo apice e viene destrutturato per poter ricominciare da capo la sua ricostruzione, in perfetta sintonia con i cicli naturali della terra.

Nella mitologia antica il serpente era anche il simbolo della grande saggezza della terra stessa: eterna, antica e capace di contenere la vita segreta di tutte le cose.
Nella tradizione biblica, invece, il serpente rappresenta il Diavolo, il Padre della Menzogna, colui che tentò Eva nel Giardino dell’Eden, e Lucifero, l’angelo caduto.
Nel mese Scorpione, assistiamo alla massima espressione dell’energia di Plutone, energia che contiene simbolicamente, con le stesse identiche grandi potenzialità, il doppio aspetto di oscurità e luce, di bene e male, di guarigione e distruzione.

Questi sono alcuni dei motivi per cui il tipo psicologico Scorpione, portatore del suo oscuro e misterioso Angelo Custode Plutone, può risultare ambiguo e sconvolgente, provocatore di sentimento rivoluzionario, di timore e di fascino, continuando a essere, ancora oggi, uno dei tipi psicologici meno comprensibili a uno sguardo che pretende di “capire” non penetrando mai nella profondità dell’animo umano.


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