IL CAPRICORNO COME VECCHIO SAGGIO

Il luminoso e freddo astro con gli anelli, Saturno, energia guida del tipo psicologico Capricorno, è posto all’estremo limite della nostra realtà, rappresentata dalla nostra psiche conscia, ad indicare il confine dell’esperienza visibile, quale interfaccia tra ciò che è conosciuto e conoscibile e ciò che è sconosciuto e inconoscibile.  Il suo simbolo ricorda l’immagine di una falce e infatti, nella mitologia greca, Chronos-Saturno evirò il padre Urano recidendogli i genitali con un falcetto di selce.

La falce di Saturno non è solamente una lama che taglia, stacca e separa, ma è anche la stessa falce con cui il dio romano dell’agricoltura, tagliava il raccolto, ed era considerata simbolo di ricchezza, di abbondanza e di pienezza, simbolo di quella che verrà ricordata come “l’età dell’oro” governata da un sovrano saggio e illuminato, guida esperta del regno della Cornucopia.
Come narra il mito, l’esistenza di Saturno è ricca di eventi significativi: assenza paterna, manipolazione materna, ribellione del figlio, perdita, morte, espiazione e rinascita. Un percorso non facile per chi ne ricalca le orme, ma pieno di grande fascino, sia nella contemplazione degli abissi più profondi che nella scalata delle vette più elevate.

La versione più luminosa del mito di Saturno ci conduce all’Archetipo del Vecchio Saggio, che Jung riconobbe come figura ricorrente, nelle fiabe di ogni tempo e Paese, a simboleggiare lo spirito inteso come soffio vivificatore e creatore. Questo Archetipo ci parla di come l’uomo possa accedere alla saggezza attraverso gli insegnamenti del passato e acquisire la capacità non solo di vivere nel presente, ma di prevedere il futuro arrivando al massimo livello di elevazione spirituale.

Condizione raggiungibile solamente dopo aver trovato il coraggio di abbandonare ciò che si è già conquistato per aspirare a qualcosa di superiore e imboccare la via definitiva dell’auto-realizzazione. La condizione di chi ha ricontattato l’archetipo del Vecchio Saggio, è quella di colui che sa che la felicità più autentica non verrà regalata dal mondo esterno, ma risiede dentro se stessi: se ne può godere appieno solo quando si sanno accettare, con la stessa disposizione positiva, i sacrifici necessari per raggiungerla.


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