IL TIPO ARIETE
COME INCARNAZIONE DELL’ARCHETIPO DELL’EROE

Quando il Sole entra nella Costellazione Ariete, dando inizio alla Primavera, assistiamo al risveglio della natura, all’esplodere della sua forza creativa che si irradia apparentemente senza un ordine preciso in ogni direzione.
ll ciclo della vita inizia col mese Ariete, quando l’intera natura annuncia la fine dell’Inverno con un’esplosione di vita e di colore: in modo precipitoso, avventato, prematuro, vuole ricordarci che ogni cosa contiene in sé la possibilità di una nuova nascita e che, per quanto limitante sia stato il freddo invernale, esso termina sempre nel momento in cui la terra risponde a una nuova puntuale certezza di rinascita.

Il mese Ariete è dunque il simbolo dell’eterna Primavera, un’energia che ci sfida a mettere fine all’immobilità dell’Inverno e a produrre lo sforzo necessario per farci nascere a nuova vita e a rinnovare la spinta al progresso, al cambiamento, alla crescita.
Il glifo della Costellazione Ariete è la stilizzazione dell’animale stesso di cui sono ben visibili le corna; all’interno di questo simbolo è visibile anche dei genitali maschili, pene e testicoli, oppure il germoglio fogliato del grano, attribuzioni che alludono chiaramente al valore della sua energia vitale e fecondante.

In alcune dottrine orientali l’Ariete viene chiamato “Agni” che significa “fuoco originario”: il fuoco creatore e distruttore allo stesso tempo, caotico, cieco e ribelle, ma anche energia generosa e sublime che, come un terremoto, scuote la terra per risvegliarla, con una forza simile all’esplodere della vitalità originaria, allo slancio primario della vita, che può essere contemporaneamente puro e brutale.

Marte, dio del fuoco e della guerra, archetipo della forza, dell’aggressività e della virilità è l’energia che guida il mese Ariete.
Per i greci Marte era un dio del quale bisognava diffidare, odiato da tutti gli dei dell’Olimpo e soprattutto da Zeus, che lo umiliava pubblicamente per la sua propensione ad andare continuamente in cerca di liti e di combattimenti. Omero, infatti, nell’Iliade, lo descrive come una divinità irrazionale e sanguinaria.
Per i romani invece, data la loro inclinazione per la guerra e per le arti “marziali”, Marte era una divinità a cui davano grande importanza e, ampliando lo spettro dei suoi significati, lo proclamarono dio della Primavera, del tuono e della pioggia e in suo onore chiamarono marzo, il mese che dà il via al calendario zodiacale, periodo nel quale tenevano le principali celebrazioni dedicate a Marte.


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