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LEGGI L’INTERVISTA A DANILO TALARICO SULLA SCUOLA

Intervista a Danilo Talarico, principale riferimento in Italia del coaching psico(astro)logico, in occasione dell’inizio del nuovo anno formativo del CPAmilano – Accademia di Psico(astro)logia Junghiana, le cui tematiche sono sintetizzate nel suo libro “Coaching & Astrologia: Manuale di Psico(astro)logia Junghiana“, edito da Anima Edizioni  

 

Caro Danilo, è appena uscito il tuo nuovo libro “Coaching & Astrologia”, di che si tratta? 

Il libro è un vero e proprio manuale di self-coaching e ha una peculiarità che lo differenzia da tutti gli altri presenti sul mercato editoriale italiano: per attingere al proprio potenziale invita il lettore ad utilizzare uno strumento antichissimo che viene approcciato in chiave del tutto contemporanea: il Tema Natale.  

Il Tema Natale, oggetto di studio centrale dell’antica pratica sapienziale dell’astrologia, nel mio libro viene presentato, al di fuori da qualunque connotazione esoterica e misterica, come uno strumento operativo molto concreto e alla portata di tutti, in quanto “disegno” del potenziale evolutivo racchiuso in ogni essere umana. 

 

Come sei arrivato a unire temi apparentemente così distanti come l’astrologia, il coaching e la psicologia junghiana? 

 Fin dai tempi dell’università ho capito che muovermi nel già noto non faceva per me. Ho concluso il mio percorso di studi con una tesi, particolarmente innovativa per l’epoca, legata al marketing psicologico applicato ai prodotti ad alto valore simbolico, come moda, design, audiovisivo. Prodotti il cui valore non è legato alla loro componente tangibile (per esempio il materiale con cui è cucito un abito o è costruita una lampada) ma a quello intangibile. Il valore intangibile di un prodotto non è legato ai componenti con cui è stato fatto, ma si emana dal suo interno per una particolare “aura” che l’azienda che l’ha ideato sa creare intorno al esso: dalla campagna pubblicitaria miliardaria della griffe di moda, all’elemento di esclusività dell’oggetto di design, fino ad arrivare alla connotazione “divina” attribuita all’attore protagonista di un determinato film.  

Fin da quel momento mi sono convinto che ogni essere umano per emergere e affermarsi nel mondo di oggi, sempre più competitivo, dovesse abbandonare l’idea della superiorità legata alle competenze tangibili, ma trasformasi in un “simbolo” di qualcosa di più grande, di alto e profondo allo stesso tempo, di qualcosa che nascesse dal suo interno, che lo rendesse unico e speciale agli occhi del mondo. Nella psicologia junghiana questo “qualcosa” è chiamato il “Sé”, che potremmo definire come la volontà inconscia del nostro Io profondo e il Tema Natale, all’interno della psico(astro)logia junghiana, diventa lo strumento principe per capire con la nostra mente razionale questa volontà superiore e metterla in atto. 

 

E il coaching come si inserisce in questo discorso?  

Mentre quella che io amo definire la “filosofia” junghiana è la base teorica del mio metodo e il Tema Natale il mezzo per tradurre in pratica la “voce del Sé”, il coaching rappresenta il “come” di questo percorso, un percorso che si pone come traguardo un miglioramento, visibile e “misurabile”, del proprio modo di integrarsi col Mondo. 

L’aspetto più affascinante di questo approccio è che l’apertura all’ambito spirituale della vita, ritornando a dare valore al proprio “spirito”, alla propria essenza e autenticità, non si traduce in una forma di fuga dalla realtà. Al contrario, diventa premessa essenziale per emanciparsi dalla parte disfunzionale dei condizionamenti famigliari e socio-culturali assorbiti fin dalla nascita, per tornare a prendere contatto con la realtà, finalmente consapevoli della propria natura più autentica e capaci, quindi, di incidere su di essa con la forza di chi sa cosa vuole ottenere e cosa fare per ottenerlo. 

Per ottenere un risultato così ambizioso e gratificante è necessario un ottimo “allenamento”. E il coaching interviene proprio in questa fase. Basti pensare al fatto che il coaching è nato prima di tutto in ambito sportivo e, ancora oggi, trova il suo massimo campo d’espressione nell’azienda, settore dal quale anch’io provengo e nel quale ancora opero. Molti di noi, per esempio, quando vogliono migliorare le prestazione del loro corpo, si iscrivono in palestra e scelgono un coach. Questo allenatore, analizza la situazione di quel corpo del suo cliente, considera quali muscoli stanno già esprimendo al massimo il loro potenziale e quali sono quelli che  hanno ancora margini di miglioramento. Suggerisce, a questo punto, un programma di allenamento per mantenere in salute i muscoli che già funzionano bene e per far crescere quelli sotto-potenziati. Il lavoro dello spiritual coach è identico a quello appena descritto nella forma e diverso nella sostanza: i “muscoli” che io aiuto ad allenare sono, infatti, le componenti psicologiche della  personalità dei miei clienti.  

Possiamo immaginare il Tema Natale individuale come la fotografia del “corpo psichico”, una fotografia che rende chiaro in un istante quali sono i “muscoli”, cioè le funzioni psicologiche, meno forti e quelli già potenti e funzionanti. In quanto spiritual coach, osservando il Tema Natale del mio cliente posso elaborare un piano di allenamento grazie al quale, esattamente come in palestra, dopo un adeguato numero di sedute, egli possa constatare un miglioramento effettivo nell’utilizzo di alcune componenti della sua personalità, grazie al fatto che, in ambiti della sua vita dove fino a ieri otteneva scarsi risultati, ora sa centrare gli obiettivi che si era prefissato, incrementando, allo stesso tempo, il suo tasso di benessere e felicità interiore. 

 

Volendo fare una sintesi, direi che questo metodo aiuta i tuoi clienti non solo ad essere felici, ma ad essere “più” felici. É così? 

Con questa domanda hai centrato il punto. La cultura della quale siamo imbevuti, al di la dei mondi fantastici promessi dalla pubblicità, tabuizza fortemente la possibilità di essere felici e stigmatizza i comportamenti ego-riferiti come sbagliati, se non addirittura peccaminosi. È come se nascessimo con l’imprinting che vivere per renderci felici sia un peccato per cancellare il quale dobbiamo pagare un prezzo molto alto: vivere nel senso di colpa. L’obiettivo del mio metodo, che ho infatti chiamato positive holistic coaching, è ribaltare a 180 gradi questo paradigma. All’interno della prospettiva jugnhiana, nella quale ogni essere umano nasce con una spinta innata a diventare se stesso, auto-realizzandosi grazie all’attualizzazione del suo potenziale, se una colpa deve esistere è quella di non fare di tutto affinché questa spinta naturale possa trovare dei sani e funzionali canali per esprimersi e dare i suoi frutti. Solo imparando ad essere sanamente egoisti, mettendo se stessi al centro del proprio Universo, così come il Sole è al centro del nostro Sistema planetario, ognuno di noi può ri-conquistare il diritto inviolabile di essere felice. Raggiunto questo livello di consapevolezza, è possibile investire le proprie energie non più per lottare contro chi nel mondo mi limita e mi chiede di essere diverso da ciò che sono, ma per esprimere sempre di più e sempre meglio il mio potenziale. E il potenziale di ogni essere umano risiede “dentro” di noi, e non si troverà mai la fuori, nel Mondo. 

 

Da ciò che mi racconti, immagino il tuo libro come un manuale per allenarsi alla felicità. Cosa ne pensi di questa definizione? 

Sono pienamente d’accordo. Se diventare se stessi, imparando ad esprimere la propria autenticità nei piccoli e grandi gesti della vita quotidiana, è l’unica cosa che può renderci sanamente felici, allora il mio libro è un manuale per allenarsi alla felicità, perché allena chi lo legge a diventare se stesso.  

Il libro è ricco di esercizi di self-coaching di vario genere, di dodici test psico(astro)logici, per valutare in modo giocoso quali sono i “muscoli” della propria personalità più forti e quelli che invece necessitano di ulteriore allenamento, e insegna la tecnica dei mantra pro-positivi: come scrivere e recitare pensieri positivi che aiutino ad dar voce e a concretizzare la volontà dell’IO profondo. Inoltre, aiuta chi lo legge a diventare il primo interprete del proprio Tema Natale, non solo illustrando ciò che i dodici Segni Zodiacali e i dodici “Pianeti” rappresentano all’interno della prospettiva psicologica junghiana, ma attingendo dal proprio inconscio i significati degli elementi che compongono il linguaggio astrologico,  linguaggio caratterizzato dalla peculiarità di essere esclusivamente simbolico. 

Volendo far fuoriuscire questa materia dalla dimensione di superstizione nella quale ancora oggi si trova, nel libro spiego che i dodici Segni Zodiacali non esistono e che i diversi pianeti del Sistema Solare (a parte la luna) non influenzano in alcun modo il comportamento degli esseri umani. Mentre Segni e Pianeti non hanno alcun valore di realtà da un punto di vista scientifico, essi acquisiscono significati fondamentali per la comprensione della psiche umana se visti in una prospettiva simbolica: i Segni rappresentano dodici tipologie psicologiche e i Pianeti dodici funzioni della personalità, condivise da tutti gli uomini e le donne nati sul questo pianeta, in quanto componenti della razza umana. Per imparare questo affascinante linguaggio, quello astrologico, invito i miei lettori a ricontattare il loro bambino interiore, a prendere in mano matite colorate e pennarelli e a entrare personalmente nelle forme e nei colori di questi 24 simboli, disegnandoli, colorandoli ed elaborandone interpretazioni soggettive; creando, in questo modo, quello che amo chiamare un “quaderno dell’immaginazione”, il “libro rosso” della propria anima, cosi come Jung fece negli anni della sua formazione, nei quali permise alle immagini del proprio inconscio di accedere alla coscienza e di illuminarla con la loro potenza trasformativa. 

 

La lettura del tuo libro stimola un vero e proprio percorso di crescita interiore. Chi volesse approfondire i temi del libro, in quale modo può farlo? 

Aiuto i miei clienti nel loro percorso di crescita personale e spirituale sia a livello individuale che di gruppo. Attraverso i colloqui individuali si può approfondire la conoscenza del proprio Tema Natale e dei suoi significati evolutivi all’interno di un percorso di coaching, che inizia con un incontro introduttivo e altri colloqui successivi di approfondimento, focalizzati nell’andare ad allenare la componete della propria personalità che ha maggior bisogno di essere migliorata e potenziata. 

Per chi ha piacere di trasformare la propria passione per questi temi in una professione legalmente riconosciuta, ho creato alcuni anni fa il CPAmilano – Accademia di Psico(astro)logia Junghiana, ad oggi la prima e unica Scuola accreditata in Italia che insegni ad utilizzare l’astrologia e il Tema Natale nel colloquio col cliente, unendo il positive coaching con il counseling rogersiano. Iscrivendosi ai corsi di formazione professionale promossi dalla Scuola, dopo soli 4 mesi ci si può iscrivere ai registri ufficiali degli operatori olistici, certificandosi dopo due anni Spiritual Coach e, dopo un anno di specializzazione aggiuntivo, Counselor Olistico a indirizzo psico(astro)logico. 


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