scuola astrologia psicologica junghiana formazione coaching counseling sesso soldi amore

Coaching Finanziario
IL DENARO & LA POESIA

Il nostro paese, il Belpaese, è spesso sotto attacco delle Società di Rating, che si permettono di definirci quasi “spazzatura”.
Noi, che siamo un popolo di risparmiatori e possediamo il più grande Patrimonio artistico della Terra. Noi, che abbiamo dato al mondo scrittura, filosofia, scienze, matematica, arte, bellezza.
Certo, siamo senza miniere, ma abbiamo il Dna più creativo al mondo e credo che questa caratteristica, che non entra nel PIL, in realtà interessi e spaventi molto chi detiene il potere.

La nuova economia che arriverà presto, pena un nuovo medioevo, sarà basata su ciò a cui non si può dare un prezzo. Quanto vale Pompei? E, sperando che non conosca prezzo, perché allora vorrebbe dire che è in vendita, quanto vale la Valle dei Templi di Agrigento? O le dolci colline della val d’Orcia in Toscana?

Signori delle agenzie di rating, siamo a un bivio, c’è una grande massa critica che non accetta più un’economia capitalistica basata sulle speculazioni finanziarie. C’e’ una massa sufficientemente critica che chiede un’economia che metta al centro l’uomo e non il PIL o lo spread e non si tratta di utopia. Che chiede di semplificare le leggi delle banche e degli investimenti, che rigetta le speculazioni finanziarie e che rispolvera ricordi di nonni agricoltori o bisnonni navigatori e poeti.

Un dna nazionale che si risveglia è molto pericoloso per le società che tentano di definirci spazzatura. Potrebbe ricordarsi come si leggono i bilanci (dare e avere) e scoprire che non siamo il paese più indebitato d’Europa, che i debiti non sono mai stati ripagati nella storia e che il debito PIL 2,4% presentato a Bruxelles dal governo Conte non sono il vero problema. La storia recente ci ricorda che: governi 2010 Berlusconi deficit /PIL 4,2%, Monti 3,7%, Letta 3%, Renzi 3% e 2,5%, Gentiloni 2,4% (debito che per il nostro paese è creato dagli interessi sul debito, non da un eccesso di spesa pubblica).

Negli ultimi dieci anni la media del rapporto deficit/PIL per l’Italia è del 3,2%, la Francia 4,5%, Portogallo 5,9%, Spagna 7,1%.
Di cosa stiamo parlando?

La nostra costituzione ha, tra l’altro, come principio fondamentale e scopo della nazione la piena occupazione e non la diminuzione del debito. E ci stiamo ricordando di essere un popolo di artisti, santi, navigatori, poeti, e geniali imprenditori. E come insegnava Kant nel suo trattato intitolato “della calunnia”: “Bisogna distinguere un nemico onesto da uno insidioso, l’ostilità fatta di lusinghe occulte è ben più spregevole della cattiveria aperta per quanto associata alla violenza, perché da questa ultima ci si può guardare, dall’altra no. La malvagità insidiosa abolisce ogni fiducia tra gli uomini, ciò che non fa l’ostilità’ dichiarata”.
Meditate gente.


'Coaching Finanziario
IL DENARO & LA POESIA' non ha commenti

Puoi essere il primo a commentare questo post!

Vorresti condividere i tuoi pensieri?

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

uno × 5 =

Scroll Up