Coaching & Floriterapia
UN VIAGGIO IN EQUILIBRIO
FRA LUCE ED OMBRA

Ogni volta che abbiamo a che fare con i Fiori di Bach e con i sistemi floriterapici che sono nati successivamente, ci viene quasi naturale considerare ogni rimedio esclusivamente in relazione ai “vizi” o ai disequilibri emotivi che una persona ci presenta in quel momento. Si tratta di un atteggiamento comprensibile, perché dettato dalla volontà urgente di aiutare qualcun altro (oppure noi stessi). Tuttavia può succedere che, focalizzando il lavoro che c’è da fare sulla cosiddetta “parte in ombra”, ci scordiamo di considerare anche l’altro aspetto del rimedio (e quindi della persona), ovvero la “parte al sole”.

Ogni Fiore (ed ogni essere vivente) non è altro che la somma di queste due parti, le quali si trovano in un incontro/scontro pressoché costante fra di loro, ma pur sempre riconducibili alla stessa personalità. Che dire, ad esempio dell’individuo tipologico “Mimulus”? Egli si confronta sempre con le proprie paure oggettive (ad esempio la paura di perdere il lavoro o di guidare l’auto), ma sbaglieremmo completamente se volessimo definire Mimulus semplicemente come un pauroso. Molto spesso la paura sorge in noi per motivi assolutamente validi: ad esempio potrei sentirmi molto assonnata e quindi decidere serenamente di prendere un autobus anziché guidare. Questa sarebbe una scelta dettata dalla presa di coscienza del mio stato psicofisico, quindi un atto assolutamente legittimo ed, anzi, auspicabile.

La Floriterapia non ha come obiettivo quello di renderci degli individui “perfetti”, tutti uguali gli uni con gli altri. Essa ha il meraviglioso compito di aiutare l’Uomo ad avanzare lungo il cammino della propria consapevolezza. Non si tratta, quindi, di assumere un elisir che ci risolva tutte le problematiche che abbiamo, ma di crescere in modo da saper rispondere a quello che la vita ci darà da affrontare, sia nel bene che nel male. Lo stesso Edward Bach ebbe un’esistenza segnata dalla sofferenza fisica e spirituale, ma seppe portare avanti la sua ricerca con estremo coraggio e caparbietà e lasciò questa vita consapevole di essere riuscito a fare tanto, sia per se stesso che per gli altri.

Rileggendo le sue parole riguardanti le indicazioni e le definizioni che utilizzò per illustrare ogni fiore tipologico, possiamo avvertire un reale ed elegante English humour, una sorta di strizzatina d’occhio rivolta al lettore, che è derivata da una comprensione piena e totale delle dinamiche che muovono gli esseri umani. Bach era abituato ad avere a che fare con la sofferenza degli altri, dapprima nel suo lavoro come medico a Londra e poi nella sua affascinante vita da medico erborista di campagna. Così come imparò a dialogare col dolore, allo stesso modo accolse e cercò la gioia, quella concreta che deriva da piccole ma preziosissime “cose”. Per questo motivo chi si approccia alla Floriterapia impara presto che gioia e dolore sono solamente due facce della stessa medaglia: la condizione umana nelle sue due espressioni più importanti.

I Rimedi sono stati creati per venire in aiuto di qualcuno che non riesce più a gestire il lato in ombra e ne viene limitato. Durante il percorso floriterapico, la persona avvertirà il progressivo ridimensionamento di questa sua parte e potrà riprendere una vita il più possibile autentica, intesa come un percorso tracciato dalle proprie inclinazioni e potenzialità, in una prospettiva di evoluzione personale. Imparare a vedere ed accogliere il nostro lato in ombra è indice di Amore incondizionato verso noi stessi ed è il primo passo per un onesto lavoro di consapevolezza.


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