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Coaching & Astrologia
LE PAGELLE PSICO(ASTRO)LOGICHE DI SANREMO 2020
PRIMA SERATA

PAGELLE PSICO(ASTRO)LOGICHE DI SANREMO 70 – PRIMA SERATA
IL SANO MENEFREGHISMO AQUARIO E LA FOLLIA PESCI DOMINANO I TESTI DELLA PRIMA SERATA DI SANREMO 70: WOW!!!

ELODIE: Elodie si trasforma in una Andromeda contemporanea e rivendica le fragilità del suo femminile interiore ma anche il fatto che “no, tu non sarai mio marito!” L’esibizione può migliorare ma la canzone è travolgente e si candida ad essere una delle sorprese più belle di questo Festival. Una perfetta Venere Aquario. Voto: 9

DIODATO: il giovane cantante porta a Sanremo la raffinatezza a cui siamo abituati con una spruzzatina di furbizia commerciale che ci auguriamo possa aiutarlo questa volta a conquistare la visibilità che merita, e magari un premio (quello della critica?). Una canzone d’amore che rivendica l’importanza della passione che fa “rumore”, delle emozioni forti dalle quali si vorrebbe scappare, ma che in realtà non si vede l’ora di vivere. Venere Scorpione. Voto: 8,5

IRENE GRANDI: una canzona che ci riporta alle sonorità che Irene Grandi indossa meglio. Interpretata molto bene, la Grandi ci ricorda quanto sia importante farsi guidare nella vita dai battiti del proprio cuore e mettere se stessi e le proprie passioni al primo posto. Un Sole Leone rock luminosissimo. Voto: 8.

ANASTASIO: Anastasio fa Anastasio e centra il colpo! Uno dei vincitori di X Factor più amati, non rinuncia al suo stile duro e diretto anche se lo ammorbidisce con un ritornello “furbo” che può aiutarlo a raggiungere un pubblico più vasto di quello elitario del rap. “Panico, panico, sto dando di matto”. Un inno rabbioso alla follia come elemento di rottura. Marte e i Pesci che si uniscono in modo entusiasmante. Voto: 7,5.

MORGAN & BUGO: Morgan personaggio piace a tutti, Morgan cantante è da anni che non ne azzecca una! La voce lo ha abbandonato da anni e sembrava destinato al ruolo di giudice di talent. Ieri “miracolosamente” ha quasi cantato bene e soprattutto lo ha fatto in modo sentitamente autentico. Un testo che rivendica il diritto che ognuno ha di vivere la propria vita libero dagli schemi, accettandone le conseguenze con orgoglio. Un “sincero” Sole Aquario. Voto: 7,5

ACHILLE LAURO: Achille Lauro essendo un “cantante” dovrebbe saper cantare anche se è evidente che non è questo il suo più grande talento. Lauro è uno showman che gioca con la sua immagine con esiti più o meno felici. Quello della prima serata non è forse riuscito al massimo ma… vedere su RAI 1 qualcuno che ha il coraggio di osare in questo modo provoca un’immediata simpatia . E se poi mentre si muove seminudo sul palco inneggia al sano menefreghismo aquariano… non si può che stare dalla sua parte urlando in faccia ai vecchi tromboni dell’Italia che guarda sempre indietro “IO ME NE FREGO!”. Voto: 7,5

RITA PAVONE: chi si sarebbe aspettato una canzone così dalla settantacinquenne Rita Pavone? Certo, non è facile rendere credibile una sonorità così rock interpretata dalla nonna che tutti vorremmo avere, ma alla fine, se si chiudono gli occhi e si ascolta solo la canzone e la voce della Pavone, si riesce a stare al gioco, almeno per il tempo del Festival. “Non hai mai saputo spezzarmi, travolgermi e il tuo vento non mi piegherà”. Un inno alla resilienza Scorpione che andrebbe ascoltato soprattutto da molti giovani che a trent’anni si sono già arresi al peso della vita. Voto: 7.

RAPHAEL GUALAZZI: Quest’anno Gualazzi ha scelto di portare a Sanremo una canzone meno impegnato, con sonorità più leggere e spensierate rispetto a quelle jazzate a cui ci ha abituato negli anni. Forse da lui ci si poteva aspettare qualcosa di più, ma la sua Carioca ci anticipa l’estate e ci ricorda quanto sia importate concedersi ogni giorno qualche minuto di evasione dalla realtà. Mercurio Gemelli. Voto: 6,5.

LE VIBRAZIONI: dopo anni di trasparenza mediatica Le Vibrazioni ritentano il colpaccio con una canzone insipida e con una performance talmente piaciona che infatti “casualmente” viene premiata dalla giuria demoscopica. Combattere l’Italia della medietà ha sempre bisogno di vincere svariate battaglie. Soporifera. Voto: 5.

MARCO MASINI: Masini nella sua carriera ha azzeccato qualche bella canzone. Ora punta a sopravvivere e a raggiungere qualche sprazzo di visibilità per alzare i chachet delle feste di piazza estive. La sua canzone è bella? È brutta? Parafrasando Lauro basta rispondere “chi se ne frega?”. Voto: 5.

RIKI: non ci serviva l’ennesima prova per avere conferma che non basta partecipare a un talent nazional-popolare ed essere sponsorizzati dalla donna più potente della televisione italiana per dirsi un cantante. La personalità non si costruisce a tavolino. Auguriamoci solo che, come già fortunatamente accaduto in passato, anche in questo caso Sanremo serva a dichiarare definitivamente chiusa una carriera inutile. Voto: 4.

ALBERTO URSO: il discorso si ripete con l’aggravante del ritorno del “bel canto” che, appunto, per essere definito tale a ragione dovrebbe essere “bello”. Il Volo diviso per tre e moltiplicato per zero. Un nulla facilmente dimenticabile. Voto: 3.

di Danilo Talarico


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