IL FILM DELLA SETTIMANA:
TEL AVIV ON FIRE

RI-CONTATTA IL TUO MERCURIO INTERIORE
e GIOCA CON LA VITA

IL FILM DELLA SETTIMANA: TEL AVIV ON FIRE
di SAMEH ZOABI, ISRAELE/FRANCIA 2018
Con: Kais Nashif, Lubna Azabal.
Durata: 97 minuti.
Uscita cinema: 9 maggio 2019.

Tel Aviv On Fire, il titolo originale del film, è, all’interno della storia, il titolo di una telenovela palestinese amatissima che, coi toni involontariamente ironici di questo popolare tipo di narrazione, parla di grandi amori e grandi tradimenti in un territorio, nella realtà, tristemente noto ben fatti ben più “brucianti”.
Il film di Sameh Zoabi fa suo lo sguardo straniante della telenovela, di cui ci fa vedere i “davanti” e i “dietro” le quinte, dimostrando, in modo del tutto riuscito, che anche le tematiche più complesse e dolorose posso essere trattate attraverso la prospettiva dell’ironia e della commedia, a patto che lo si faccia con intelligenza. E di intelligenza, nella sceneggiatura di Zoabi, c’è n’è davvero da vendere.

Come scrive il critico Marianna Cappi “il regista ha optato per la commedia per raccontare la vita al tempo di uno dei più dolorosi e insolubili conflitti della storia contemporanea. Ciò non deve essere letto come una dichiarazione di leggerezza, ma come segnale di una consapevolezza: ridere di noi stessi aiuta a sopprimere la rabbia e pone nella giusta prospettiva per trovare una soluzione alla frustrazione”. E, ridere di sé stessi, è il talento più grande del tipo psicologico Gemelli, che dovrebbe regalare al Mondo proprio questo: la sua innata capacità di prendere la vita “di traverso”, di sdrammatizzare le plumbee profondità nelle quali spesso, e inutilmente, cadiamo, memore del fatto che solo considerando la vita un gioco, è possibile vincere al gioco della vita.

Salem, il protagonista del film, è la perfetta incarnazione dell’archetipo dell’Eterno Fanciullo. All’inizio della storia, soprattutto dei suoi lati ombra: fannullone o, ancora meglio, usando uno slang giovanilistico “fancazzista”, trascorre le sue giornate perseguendo pervicacemente un unico obbiettivo: non assumersi alcuna responsabilità. All’età di trent’anni non ha una ragazza e non ha un vero lavoro. Grazie alla raccomandazione dello zio viene assunto come tuttofare nella società di produzione della telenovela Tel Aviv On Fire. Da questo momento gli eventi, ai quali Salem all’inizio con-partecipa più a livello inconscio che consapevole, si susseguono in una scoppiettante serie di colpi di scena e geniali trovate di sceneggiatura permettendo al nostro Eroe di accendere le luci dell’archetipo che incarna: la capacità di “ingannare” simpaticamente gli altri per ottenere i suoi scopi, l’uso fabulatorio della parola che trasforma l’illusione in realtà, il talento di fissare su carta i propri pensieri e di dare forma concreta all’immaginazione.

Seguire sullo schermo la rappresentazione perfetta dell’archetipo del Briccone riempie di gioia, di entusiasmo e di divertimento lo spettatore, galvanizzando il suo Mercurio Interiore. Immergendoci in questa favola politica a lieto fine, possiamo tornare a impossessarci della curiosità e dello stupore con cui gli occhi un bambino di tre anni osservano il Mondo e illuderci piacevolmente che tutto ciò è possibile anche per noi. Anche ora. Qualunque età ci sia scritta sulla nostra carta d’identità.

STELLE INTERIORI RISVEGLIATE: 9/12 
di Danilo Talarico

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