CINEMA & ARCHETIPI:
I FILM DA NON PERDERE
DEL 36° TORINO FILM FESTIVAL


RI-CONTATTA IL TUO GIOVE INTERIORE
e... SOGNA AL CINEMA!


Ecco i film del 36° TORINO FIL FESTIVAL che abbiamo più amato tra 25 visti nella settimana festivaliera e che noi di daniloTalaricoWORLD ti consigliamo di cercare tra i film in uscita nelle sale italiane nei prossimi mesi. Per divertirti, per riflettere, per estasiarti, per trovare la bellezza, per evolvere e soprattutto per allenarti a uno sguardo sulla vita sempre più personale e originale:

1° POSTO: OIKTOS/PITY di Babis Makridis (Grecia 2018): il secondo lungometraggio di uno degli sceneggiatori più fedeli di Yorgos Lanthimos ritrova proprio nella storia che raccontata assoluti tocchi di genialità cinematografica e acume psicologico. L’autore mette in mostra con toni surrealistici e a volte comici il piacere perverso di chi cade nelle ombre più profonde del proprio Saturno Interiore e a quali estremi ci si può spingere quando non si conoscono altre forme di felicità se non quelle che passano dal dolore e dalla perdita.

2° POSTO: BAD POEMS di Gabor Reisz (Ungheria 2018): la vita è un flusso inarrestabile di eventi sui quali ci illudiamo di avere controllo scoprendo, in alcuni casi troppo tardi, che questa è solo una consolante illusione. Il regista attinge appieno ai suoi Pesci Interiori e costruisce un film che, come la vita, è un flusso spiraliforme di immagini, nel quale il passato, il presente e il futuro del protagonista si sovrappongono e si mischiano in modo “magico” ed emozionante. La linearità spazio-temporale è solo una necessità della coscienza e, al contrario, nella psiche lo ieri, l’oggi e il domani sono la stessa cosa.

3° POSTO: ATLAS di David Nawrath (Germania 2018): qualunque cosa succeda nella vita di una famiglia, i legami di sangue sono più forti di tutto e resistono al di la di ogni ragionevole supposizione. La ri-unione toccante di un padre e di un film è “nascosta” dal regista dentro a un thriller teso e che mostra uno spaccato interessante della Germania d’oggi, società multiculturale di fatto, non sempre all’altezza delle proprie aspirazioni democratiche.

4° POSTO: EL REINO di Rodrigo Sarogoyen (Spagna 2018): la politica spagnola di oggi non sembra molto diversa da quella dell’Italia della tangentopoli degli anni novanta e, purtroppo, probabilmente, dalla politica di quasi ogni altro Paese al mondo. Il regista non fa però un film politico, ma un film sul potere e, soprattutto, sulle collusioni di potere. Non potrebbe, in questo, esprimere meglio uno dei significato dell’archetipo simboleggiato dallo Scorpione e da Plutone. Il dialogo finale tra il politico corrotto scoperto e la giornalista di denuncia è un capolavoro di scrittura cinematografica e psicologica. È davvero ancora utile continuare a credere che il “Male” e il “Bene” siano due poli opposti?

5° POSTO: THE FRONT RUNNER di Jason Reitman (USA 2018): la campagna elettorale di Gary Hart per diventare presidente degli Stati Uniti nel 1988 è usata dal regista come pretesto per fare un discorso interessante sul diritto della privacy, tema quanto mai attuale oggi, in una società nella quale se non “sbatti il mostro in prima pagina” non puoi dirti giornalista. E se non “sbatti” te stesso in prima linea, apparendo quotidianamente su ogni Social possibile, non sei nessuno. Col rischio, inconsapevole, di trasformarti da solo in “mostro”. Per illuminare il proprio Scorpione Interiore e tornare a dare un senso alla parola “intimità”.

di Danilo Talarico

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