Aura-Soma® & Cromoterapia
VERDE AMORE
LA VIA DEL CUORE

“Mantieni un albero verde nel tuo cuore
e forse verrà un uccello a cantare.”
(Proverbio cinese)

 

 

Il quarto chakra si chiama Anahata, che deriva dal sanscrito e significa il non colpito, è situato circa tre dita sopra la linea dei capezzoli e fisicamente è collegato ai polmoni, al cuore, al timo, al seno e al sistema circolatorio. Rappresenta il punto centrale dei nostri chakra, dove si incontrano le energie dei tre chakra inferiori e dei tre chakra superiori, è il centro di smistamento dell’energia sottile, a livello fisico è la pompa che tiene in vita il corpo umano. Mi piace pensare ad Anahata proprio come al generatore della vita in senso ampio, ovvero quel centro che governa e rende totalizzante l’esperienza della vita terrena, colorandola di una luminosa tonalità di verde smeraldo, colore dell’amore per eccellenza.

Nei tre chakra inferiori, trattati in precedenza, abbiamo visto il rosso come espressione dell’amore materiale, l’arancio come espressione dell’amore sessuale, dove l’oggetto d’amore è un altro fuori da noi, infine nel giallo abbiamo visto l’amore come ritorno a sé stessi e alla stima di sé, ma è proprio nel verde del cuore che possiamo sperimentare una forma di amore più vasta, ampia e immensa: l’amore incondizionato, quello che esiste senza bisogno di un oggetto d’amore. Quella qualità d’amore con cui siamo venuti al mondo e che naturalmente esprimevamo da piccoli, quando vivevamo la vita nella piena fiducia e accettazione di quello che era. L’accettazione di sé e il non giudizio sono proprio alla base della qualità del nostro cuore: amando noi stessi per quello che siamo possiamo sostenere il giallo del nostro terzo chakra e liberarci dalle aspettative verso l’altro e dal bisogno che questo altro esista per poter esprimere il nostro amore, e nell’accettare noi stessi nutriamo la nostra autostima e impariamo anche a vedere l’altro non più con le lenti delle aspettative e dei bisogni, ma semplicemente per quello che è, nella sua fulgida bellezza.

Il verde è proprio il colore dell’armonia e della bellezza, e non a caso è il colore più rappresentato in natura: è espressione pulsante della perfezione divina in terra, è il colore della fioritura più rigogliosa, e quando il nostro quarto chakra è in equilibrio sperimentiamo una sorta di gioioso riposo in quel che c’è e vediamo facilmente la bellezza che ci circonda, anche laddove non sia così immediatamente decodificabile, e questa magia avviene proprio perché qui torniamo davvero a casa, ovvero alla nostra esperienza primaria. Siamo tutti stati nel ventre di nostra madre, immersi nel caldo e accogliente liquido amniotico e cullati dal dolce suono del cuore che batteva, e il cuore è la casa dello spirito secondo tutte le tradizioni sciamaniche e i tamburi ancora oggi vengono usati per riprodurne la frequenza e ricreare quello stato di profondo benessere e pace che è lo stato naturale che tutti abbiamo conosciuto nel ventre materno. Questo stato è ancora perseguibile tornando al centro, al nostro cuore smeraldino, è ciò accade quando ci abbandoniamo all’accettazione di quello che è, di quello che siamo, riconoscendo in ciascun essere umano la perfezione della sua unicità e la ricchezza della sua diversità. Quando possiamo esprimere ciò che siamo non creiamo alcuna contrattura nel nostro corpo e l’energia può scorrere in noi con fluidità.
Al giorno d’oggi viviamo in una società che sempre più stabilisce delle categorie, fornisce degli schemi e chi se ne discosta viene etichettato come sbagliato, ma ditemi: cosa c’è di sbagliato in una foglia che ingiallisce e cade prima di tutte le altre? E in un ramo che cresce arzigogolato piuttosto che dritto come un fuso? Credo che nessuno di noi possa trovare qualcosa di sbagliato in questo. Ma quando sono le persone ad uscire dagli schemi, ovvero dalle nostre aspettative, ecco che troviamo facilmente critiche da muovere, e così facendo perdiamo la lezione dell’amore e mandiamo in squilibrio il nostro quarto chakra.

A livello fisico Anahata comprende le funzioni vitali del nostro organismo: la respirazione (attraverso i polmoni) e la circolazione sanguigna (grazie al cuore), ma anche una fondamentale parte legata al sistema immunitario grazie alla ghiandola del timo. Ossigenazione, circolazione e difesa sono le funzioni coinvolte, e i soggetti con un quarto chakra squilibrato potrebbero incorrere in episodi di asma e altre difficoltà respiratorie, fenomeni legati alla pressione arteriosa o alla funzionalità cardiaca, senso di compressione al petto o angina, compromissione delle difese immunitarie. Se il cuore è il centro pulsante del corpo umano, gli alberi e le foreste sono il centro pulsante del nostro pianeta: la Foresta Amazzonica è detta anche il polmone verde della terra, perché depura tantissima anidride carbonica rilasciando ossigeno nell’aria, gli alberi comunicano continuamente tra loro attraverso le radici, spesso invisibili perché interrate anche a profondità notevoli, ed è proprio grazie a loro che le informazioni circolano continuamente e sono condivise da tutti gli appartenenti alla specie.
Con questo esempio, desidero sottolineare come la natura sia sempre una validissima insegnante che dovrebbe fare da esempio di come interagire tra noi in modo proficuo: sono la condivisione, la pacifica convivenza, la libertà che creano amore e senso di benessere nella relazione con noi stessi e con gli altri, perché l’uomo è un animale sociale che ha estremo bisogno di contatto fisico, di essere riconosciuto e amato per quel che è, ed è su queste basi che può nascere una relazione stabile e matura, di amore incondizionato.

Un’altra parola chiave del verde e anche del cuore è spazio, ed Anahata è legato all’elemento aria che è per sua natura senza forma, invisibile e multidimensionale. L’aria non può essere limitata o contenuta, ma va ovunque, e una qualità fondamentale del verde è proprio quella di creare uno spazio aperto, ossigenato e accogliente, nel quale possiamo sperimentare varie direzioni, fino a trovare quella giusta per noi, o dove possiamo sperimentare il riposo, la pausa, lo stare senza fare nulla, l’inattività. Lo spazio del cuore è un luogo al centro di noi dove le cose accadono senza bisogno di farle accadere, è un punto di osservazione privilegiato dove possiamo stare a goderci il panorama, beandoci della bellezza e dell’armonia che ci riempiono gli occhi e dove possiamo sentire forte la connessione con la terra, ma al tempo stesso anche con il cielo.
È il luogo in cui ci sentiamo uniti alla fonte e per questo interi e felici.


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