Art Coaching
L’ARTE CHE ILLUMINA

L’adolescenza è come un cactus”
(Anaïs Nin)

 

CACLUZ è l’unione delle parole Cactus e Luz (luce in spagnolo) ed è il progetto artistico che ho svolto all’interno della casa famiglia del Munasim Kullakita che ospita ragazze adolescenti vittime di prostituzione infantile e violenza famigliare e sessuale a El Alto in Bolivia. Il progetto ha preso corpo dopo mesi a contatto con questa nuova realtà, dopo aver conosciuto queste ragazze con storie che neanche possiamo immaginarci e con una forza interiore capace di spostare montagne.

Le opere realizzate nel laboratorio sono ispirate ai Cactus, piante tipiche delle zone aride e desertiche, dove le condizioni ambientali sono sfavorevoli alla crescita. Il clima le ha obbligate ad adattarsi: alcune piante hanno ridotto la dimensione delle proprie foglie o le ha trasformate in spine, altre hanno assunto una forma cilindrica o ovale e hanno uno strato impermeabile che le ricopre. I fiori sono molto importanti per la conservazione della specie; la maggior parte durano solo poche ore e alcune specie aprono i loro fiori solo la notte. I semi di alcune specie invece sono dotati di ali, mentre altri semi attuano una “dormienza” così da non germinare fino a quando non si verificano condizioni climatiche favorevoli. Spesso la parte aerea muore mentre le radici sono in grado di sopravvivere e ricostituire la pianta quando le condizioni saranno più propizie.

Come i cactus, queste ragazze hanno dovuto adattarsi a condizioni estreme, hanno affrontato periodi di siccità emotiva, perché in famiglia non hanno ricevuto l’amore, l’acqua vitale per crescere in equilibrio psichico. In un percorso artistico che unisce il colore alla materia, abbiamo intrapreso questo viaggio alla scoperta della luce che risiede in noi, dando forma ai cactus luminosi.

Dal Nero nasce tutto, è il punto di inizio: nutrire la Terra con l’Acqua per dare nuova vita, l’argilla ha preso forma nelle nostre mani, che hanno modellato, plasmato, dato nuova forma a questa materia informe che si è cristallizzata attraverso il fuoco, nel forno per la ceramica. Dal Nero al Giallo, dal buio alla luce: nascere, venire al mondo, graffiare, incidere e lasciare un segno di chi sono io, e tessendo con filo giallo, nodo dopo nodo all’uncinetto hanno preso forma dei piccoli mandala. Il Rosso costruisce: si innalza verso il cielo, si progetta nel mondo. Strutture in ferro solide per dare un riparo capanne di cotone con antenne che ascoltano! Il Blu dell’Acqua e dell’Aria che sono separati da una linea invisibile. Carta strappata, rotture che solo l’acqua può riunire, fibre che si attirano, si riuniscono per dare Nuova Vita!

Molte volte hanno messo in atto una difesa, come gli aghi dei cactus e ho dovuto allontanarmi, dando loro lo spazio che necessitavano. In un dialogo non verbale, attraverso il fare artistico, ci siamo conosciute, abbiamo ritagliato spazi di gioco e di risate, sono scappate anche delle lacrime a volte, che sono state però linfa vitale per poter crescere e continuare il nostro viaggio.

L’esposizione finale, presso il Museo San Francisco a La Paz, e la vendita delle opere; sono state parte importante e fondamentale del percorso artistico-terapeutico, al fine di aumentare la loro autostima e la fiducia in se stesse!

Ringrazio tutte le persone che ho incontrato in questo viaggio, ognuno mi ha insegnato qualcosa e io le porterò nel mio cuore ovunque andrò.


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