Alchimia del cuore
RI-CONTATTA IL TUO BAMBINO INTERIORE

Nella nostra vita abbiamo infinite possibilità di scelta, e spesso, anche in una situazione complessa, possiamo trovare soluzioni inaspettate e creative. Siamo capaci, anche quando dubitiamo di noi.
“La vita è energia, pura energia creativa” afferma J. Cameron in La Via dell’Artista (ed. Longanesi 1998), libro che consiglio vivamente a chiunque voglia accostarsi al proprio potenziale creativo.
Quando e se, il nostro quotidiano risulta pesante o addirittura insopportabile, possiamo essere sicuri che ci serve attingere alla nostra creatività, per trovare una soluzione. Poiché la vita è forza creativa, non esiste essere creativo che non sia creativo, quindi mettiti il cuore in pace. Ma come attingere alla creatività in noi?

Innanzitutto, amandoci e aprendoci all’ascolto e all’accoglienza della “lamentela interiore”. E poi permettendo al Bambino Interiore di giocare.
Dal punto di vista psicologico, durante la notte, tutte le informazioni del vissuto del giorno prima, contattano i contenuti che risiedono nell’inconscio. Ci sono periodi in cui, il nostro vissuto stimola maggiormente i nostri contenuti interiori irrisolti, che emergono durante la notte, per essere rielaborati sotto forma di sogni. Se ricordiamo i sogni, possiamo comprendere i loro messaggi e capire a quale richiesta di attenzione far fronte. Quando invece non li ricordiamo, probabilmente perché non siamo ancora pronti a farlo, i loro messaggi residui possono rimanere sotto forma di sensazioni spiacevoli, al risveglio. Come suggerisce J. Cameron, scrivere di getto tre pagine di quaderno, appena svegli, per drenare il cervello e svuotarlo dagli assunti negativi, legati al tuffo notturno nell’inconscio, può essere di grande aiuto. Così facendo, si accoglie la parte di noi che si è spaventata, che si lamenta, si sente frustrata, le si concede uno spazio tutto per sé e si chiariscono i meccanismi inconsci che sostengono tutti i pensieri di disistima e detrimento, che boicottano il nostro percorso. Con questa particolare attenzione, sarà più facile trasformare le lamentele in messaggi che incoraggiano la parte più vulnerabile: il nostro Puer Aeternus, archetipo che ritroviamo anche nel Taoismo come Bambino Immortale. Come afferma J. Cameron, esso è anche la parte più creativa e potente di noi, l’Artista Interiore. Come tutti i bambini, ha bisogno, però, di una mamma e di un papà, per questo dobbiamo imparare ad essere madri e padri di noi stessi.

Dal punto di vista esoterico, il mondo dei sogni è una dimensione che va oltre quella fisica. La dimensione astrale è una banda di frequenze in cui confluiscono, non solo memorie, ma anche forme di vita che hanno lasciato il corpo fisico, come le anime dei trapassati. Ecco perché è possibile sognare i propri cari estinti. Nella dimensione astrale, inoltre, il tempo viene vissuto in modo più immanente, come una contemporaneità di passato, presente e futuro, ecco perché è possibile avere sogni premonitori. In questa dimensione, facciamo ancora esperienza di un io separato, come nella dimensione fisica, ma con la possibilità, il più delle volte, di cogliere la comprensione del gioco di individuazione del singolo e, come dice l’Induismo, di sollevare il velo di Maya, per cogliere l’unità sottostante. Man mano che veniamo in contatto con mostri, maestri e creature fantastiche, saremo in grado di scorgere gli aspetti di noi che ancora non riconosciamo, aprendoci ad un’immagine di noi stessi e della vita, come a un tutto inseparabile e non-duale.

Quando cominciamo a stare in contatto con il nostro cuore, iniziamo a colmare una mancanza, a guarire una ferita a livello astrale, innescando un processo di guarigione che arriverà a riflettersi nella vita concreta. Guarire dalle ferite comporta sia prendersi del tempo per amare la parte sofferente di noi, ascoltarla e accoglierla, sia riportarla alla gioia, permettendo uno spazio di gioco al nostro bambino interiore… anche se siamo adulti. È giocando che, sin da piccoli, impariamo e questo ricordo ci riconnette al nostro potenziale creativo. Prendersi la responsabilità di coltivare gioia e leggerezza in sé, significa assumersi il compito di essere genitori di sé stessi, per permettere una crescita interiore profonda. Questo è un tipo di responsabilità che, dal punto di vista della parte più adulta e razionale di noi, può sembrare una grande perdita di tempo e sollevare quindi molte resistenze. Eppure, sono proprio gli incontri con la nostra parte giocosa e creativa, che J. Cameron chiama gli “appuntamenti con l’artista”, che ci premettono di spezzare i meccanismi di separazione, di vincere la sensazione di essere in pericolo, perseguitati da entità malefiche, recuperando la sensazione di essere amati, protetti e al sicuro. Un bambino con dei genitori amorevoli si sente libero di esprimersi. Che genitori siamo verso noi stessi?

Molte correnti, sia psicologiche che esoteriche, non contemplano il gioco e si focalizzano unicamente sulla disciplina. Così facendo, rischiano di perdere la fluidità e quindi il senso di fiducia e continuità tra profondità e leggerezza. Nella visione non duale, dell’Uno, Profondo non è solo tremendo e spaventoso, leggero, non è solo superficiale. Proprio per questo motivo, approcci apparentemente diversi, come la visione psicologica e quella esoterica, possono essere assolutamente complementari e compatibili. Al di là che si parli, infatti, di inconscio o dimensione astrale, e al di là dei nomi che si danno, il percorso di individuazione e liberazione interiore, consiste, in entrambe le visioni, nella profonda integrazione tra coscienza ed energia creativa, attraverso l’amore, per un intero gioioso. Da questo punto di vista, siamo come un sole creativo, il cui centro è un’amorevole e materna luna, che con il suo magnetismo attrae le forze creative a sé, per farle divenire i raggi d’azione che portano, in modo paterno, la legge dell’amore in terra, non come leggi ferree a cui piegarsi, ma come le regole del gioco che abbiamo scelto.

Nell’induismo Shakti, dalla radice shak, che significa essere capace di fare, avere la forza di fare, di agire; è la potenza primordiale cosmica, creatrice e creativa, associata al principio Yin del Taoismo e all’archetipo della Grande Madre. Quando Shakti trova il cuore, si unisce con Shiva, principio cosmico di creazione e distruzione, Coscienza Cosmica. Attraverso l’amore Shiva e Shakti si riconoscono e si uniscono dentro di noi, come lo fanno il principio Yin e Yang, per formare il Tao e come avviene nel matrimonio alchemico, tra la Madre Divina e il Padre Interiore… Qualunque sia la tradizione culturale di cui si riveste, il messaggio resta lo stesso. Quando ci apriamo all’amore per noi stessi, la nostra coscienza si fa morbida, aprendosi alla forza creativa dell’inconscio e ai suoi contenuti. Se anziché sentirci sopraffatti, identificandoci nelle emozioni dell’inconscio, riusciamo ad osservarli con l’occhio della coscienza e ad accoglierli con amore, essi si trasformano e l’inconscio viene alla luce, permettendo che la nostra coscienza si espanda e si illumini. Se permettiamo che questo processo continui con costanza, quotidianamente, la forza coesiva dell’Amore (il Bambino Immortale) e della sensibilità femminile (la Madre o Shakti), si uniscono alla coscienza sveglia (Il padre), permettendo di compiere una trasformazione in noi e fuori di noi. Per quanto questo processo possa presentarsi confrontante e complesso, mettendoci alla prova sui nostri attaccamenti, prima o poi, ci chiederà di abbandonare anche l’attaccamento al dolore, facendosi piacevole giocoso.

I due princìpi, maschile e femminile, si uniscono in noi, attraverso l’amore, per generare la grande opera, il figlio, ovvero la realizzazione concreta e creativa dell’amore che, in ognuno di noi, può essere un figlio in carne ed ossa, un’opera sociale e/o artistica e/o la realizzazione della nostra illuminazione. Comprendere che la natura ci insegna questo, attraverso i cicli di incarnazione e la generazione della prole, è tornare a possedere e vivere la poesia fa della vita, il Grande Gioco.


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