Alchimia del cuore
DIVENTA AMICO COL TUO ARLECCHINO INTERIORE

Essere meraviglioso, sappi che, chiunque tenda alle stelle, non si troverà mai, con un pugno di mosche in mano, no. Chi tende alle stelle, forse non le raggiungerà, ma avrà detto sì alla propria avventura interiore, riflessa nello spazio-tempo della vita quotidiana. Se quest’anno mi hai accolto nel tuo cuore, hai sentito la vibrazione del Maestro. Ti ho ispirato e ti sei lasciato portare alle stelle, hai camminato per il mondo, tutto quest’anno, portando a tutti le tue intuizioni. Sei stato coraggioso. Come ti ho insegnato, sei stato un canale dell’Amore assoluto, hai perdonato, hai accolto e aperto nuovi orizzonti. Forse non sempre ti sei sentito compreso da tutti. Forse alcuni ti hanno perfino deriso, ma se mi hai accolto nel tuo cuore, hai saputo lasciar andare il controllo, il bisogno di aver ragione, l’ostinazione. Se ti sei aperto ai miei messaggi, in questo anno, hai sentito, hai percepito i sottili segni del grande cosmo intorno a te e sotto il mio influsso, ti sei connesso e hai vergato la carta con mille nuove storie, trame di film, canzoni, musiche, nuovi messaggi, nuovi progetti e visioni. Forse sei partito per un’impresa ardua, per una causa che hai ritenuto giusta e forse ancora, hai rivolto ai tuoi simili le tue energie, curandole, educandole, oppure ti sei diretto verso una persona, innamorandoti perdutamente, cercando nel suo volto e nel suo consenso, l’appagamento dei tuoi desideri.

Indipendentemente da come hai vissuto e interpretato quello che ti ho ispirato, sappi che ti ho dato l’opportunità di conoscerti in tutti i tuoi aspetti, complessi, estatici e delusi. Hai certamente accolto, nella tua terra, i miei semi di apertura e connessione intuitiva. Salutami adesso, perché è quasi tempo di lasciarci. Tutto passa, tutto cambia, e benché io sia eterno, come la tua coscienza che osserva il fluire della vita, anche il mio influsso è soggetto alla legge del tempo. Vieni, dammi la mano, facciamo gli ultimi passi insieme. Ti porto al grande palco scenico della tua stessa vita. Non temere, perché il fatto che io sia passato prima, ti permette di comprendere che, quando sei connesso al tuo cuore, non puoi cadere nella confusione, come è possibile che sia successo quest’anno. Sono venuto per questo. Il senso di estraneità ed incomprensione che puoi aver sentito era dovuto alla mia energia, a volte troppo forte per te, per via delle ferite che non hai ancora elaborato. Gioisci perché, proprio la tua sofferenza ti ha dato la misura di quanto la parte di te bambina, il tuo bambino interiore, abbia bisogno della tua presenza, e della tua compagnia, di gioco, di risate, di nutrimento, leggerezza e amore. Per questo ti porto al Giullare.
Ora abbracciami, ti lascio a lui.

Ciao, sono io, sono il Giullare, ho un sacco di maschere con cui farti giocare! La vita è Lila, il Grande Gioco e se ti osserverai giocare, ti accorgerai che tutto è una scelta. Ho mille nuovi giochi da farti fare, ma sai… anche la sofferenza e la tragedia non sono che maschere da indossare finché ha senso, e poi lasciar andare! Lasciala al genio incompreso, la tragedia! Scherzo ovviamente, lo so che la ferita è dura da sopportare, ma amico! Amico io sono la parte di te che sa ridere di tutto perché sa che in fondo è tutto un gioco e sta a noi vivere e morire ridendo o piangendo. Vieni, dammi la mano, Sali con me su questo palco.
Uno, senti qualcosa che sta cambiando, il profumo di talco e cerone. Due, guarda i tendaggi colorati e le luci. Tre, se allunghi un po’ lo sguardo vedi, dietro le quinte, i costumi vaporosi, guarda che brulicar di attività! Si stanno preparando come te. Quattro, o sarai mica matto! Indietro non si torna!! Nessuno fa le corna se non il diavoletto che sta in te, portalo su, abbiamo un ruolo anche per lui. Cinque, ah che profumo, la vita! Mi sento già galvanizzato! E sei, sei arrivato!

Guarda l’immenso palco della tua vita, da quando sei nato, che ruolo hai giocato? Sempre lo stesso o ti sei divertito anche a cambiare?
Alla fine dell’anno, un bilancio amorevole ci sta. Così puoi lasciar andare quello che ti ha accompagnato fino ad ora e non ti serve più. Quest’anno ti aiuterò ad accogliere in modo evolutivo, consapevole e leggero, le vicende che ti porta il tuo copione. Guarda che per essere leggero e giullare, occorre essere profondi, non deficienti. Non credere, amico mio, lo sguardo del giullare è il disincanto, la beffa è l’antidoto alle sabbie mobili. Esci dalla palude e mi ritroverai!
Il nuovo 2019 ti porta il tre, archetipo del gioco e dell’espressione di te. Perché la tua vera essenza, quello che sei davvero, a volte si trova meglio sotto una maschera ma è meglio giocarci e cambiarla di tanto in tanto.
E ora, prima di iniziare tieni a mente questo. Tutto quello che è avvenuto e che avverrà è stata e sarà un’occasione di crescita e, indipendentemente dai risultati ottenuti e dai giudizi della mente che tende a vedere tutto come bene/male, pollice su/pollice giù, siamo qui, siamo arrivati in fondo all’anno e, forse, anche al prossimo. Allunga un braccio in fuori, portalo sulla spalla, fatti pat pat. Ehi, si apre il sipario!
Buon anno amico!


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